Livelli di vitamina D predittivi di mortalità per tutte le cause e per malattie cardiovascolari in soggetti con sindrome metabolica

Scarica il pdf

Autori: Thomas GN, Hartaigh B, Bosch JA, Pilz S, Loerbroks A, Kleber ME, Fischer JE, Grammer TB, Böhm BO, März W.

Vitamin D levels predict all-cause and cardiovascular disease mortality in subjects with the metabolic syndrome: the Ludwigshafen Risk and Cardiovascular Health (LURIC) Study

Diabetes Care

KEY MESSAGE

Livelli di vitamina D ottimali riducono il rischio di mortalità in soggetti affetti da sindrome metabolica


BACKGROUND

La sindrome metabolica è un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari, la maggiore causa di mortalità nel mondo. I trattamenti farmacologici e gli interventi sugli stili di vita, sebbene abbiano dimostrato di ridurre il rischio associato a tale sindrome, spesso non sono in grado di normalizzare il rischio e, pertanto, numerose ricerche si stanno focalizzando verso l’impiego di approcci addizionali di trattamento. Tra questi, quello finalizzato a garantire livelli ottimali di vitamina D, costituisce un punto importante di analisi e studio.


OBIETTIVO DELLO STUDIO

È noto che livelli ottimali di vitamina D sono associati a ridotto rischio cardiovascolare ed a ridotta mortalità. Lo studio ha avuto l’obiettivo di valutare se livelli ottimali di 25(OH)D possano essere protettivi verso la mortalità ed il rischio cardiovascolare in soggetti affetti da sindrome metabolica.


DISEGNO DELLO STUDIO

Questo studio di coorte, denominato LUTIC (Ludwigshafen Risk and Cardiovascular Health), ha analizzato pazienti sottoposti ad angiografia coronarica ed ha arruolato quelli che, tra questi, erano affetti da sindrome metabolica. L’analisi multivariata dei dati è stata utilizzata per valutare l’associazione fra livelli di 25(OH)D e mortalità.

La sindrome metabolica è stata assegnata sulla base dei criteri internazionali ed i livelli di vitamina D sono stati definiti sulla base delle raccomandazioni della Endocrine Society (ottimali: > 75 nml; insufficienti: 50-74.99 nmol/L, moderata carenza: 25-49.99 nmol/L e grave carenza: < 25 nmol/L). La misurazione dei livelli di 25(OH)D è stata effettuata all’inizio dello studio, utilizzando sia il test radioimmunologico (Diasorin) che la cromatografia liquida associata a spettrometria di massa.


RISULTATI

Dei 3316 soggetti sottoposti angiografia coronarica, 1801 erano affetti da sindrome metabolica.

Il 92% dei soggetti presentava livelli sub-ottimali di 25 (OH) D (<75 nmol / L), tra questi, il 22,2% risultava gravemente carente (<25 nmol / L). Durante il follow-up, sono stati registrati 462 decessi, di cui 267 (57,8%) erano di origine cardiovascolare. L’analisi dei risultati ha mostrato che tra i soggetti affetti da sindrome metabolica, quelli con livelli ottimali di 25 (OH) D mostravano una riduzione sostanziale per tutte le cause di mortalità (hazard ratio [HR] 0.25 [95% CI 0,13-0,46]) e per quelle associate a malattie cardiovascolari (0,33 [0,16-0,66]) rispetto a quelli con grave carenza di vitamina D. Per le specifiche mortalità per malattie cardiovascolari, si è osservata una forte riduzione di morte improvvisa (0.15 [0.04- 0,63]) e insufficienza cardiaca congestizia (0,24 [0,06-1,04]), ma non per infarto miocardico. I risultati hanno evidenziato che i livelli di 25(OH)D erano associati in maniera dose-dipendente alla riduzione di mortalità (sia per tutte le cause che per quelle cardiovascolari).


CONCLUSIONI

Livelli ottimali di 25(OH)D sono risultati associati ad una diminuzione della mortalità sia per tutte le cause che per quelle cardiovascolari tra i soggetti di questo studio affetti da sindrome metabolica e la diminuzione di tale rischio è risultata dose-dipendente. Tali dati indicano la necessità di effettuare studi finalizzati a valutare se la supplementazione con vitamina D possa costituire un valido supporto nel ridurre la mortalità in questo tipo di soggetti.




Scarica il pdf