3 numeri da tenere a mente per utilizzare al meglio la vitamina D in età pediatrica



La vitamina D è importante in tutte le fasi della vita di una persona, ma lo è ancor di più in età pediatrica.

Uno-due-tre

Sono i numeri che indicano le tre fasi dell’infanzia, ovvero quel periodo che dura all’incirca da zero a dieci anni e che può essere suddiviso in: prima infanzia – dalla nascita ai 2 anni, seconda infanzia – dai 3 ai 5 anni e terza infanzia – dai 7 agli 11 anni.

Pur essendo il Paese del Sole, in Italia la carenza di vitamina D ha raggiunto percentuali importanti e interessa tra il 50 e il 70% dei bambini, con punte massime in epoca neonatale e adolescenziale.

Per questo motivo, nella prima infanzia la vitamina D è consigliata indipendentemente dal tipo di allattamento. Né il latte materno né quello in formula, seppur addizionato, riescono infatti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina D.

Nella seconda e terza infanzia il bambino inizia ad acquisire massa ossea ed è in questo periodo che risulta necessario fare una attenta valutazione dello stato vitaminico per identificare precocemente i fattori di carenza ed eventualmente ricorrere alla profilassi.

I principali fattori di rischio di carenza di vitamina D sono: insufficiente esposizione solare, stili di vita errati, allattamento al seno esclusivo e prolungato, obesità e colore della pelle.

“E’ importante ricordarsi che la salute ossea inizia in età pediatrica”, spiega Francesco Vierucci, Pediatra della S.C. Pediatria, Ospedale San Luca di Lucca, in occasione del Convegno “Pillole FIMP – Dermatologia, Infezioni respiratorie, Calcio e Vitamina D”, svoltosi a Napoli. “Il processo che porterà all’acquisizione del picco di massa ossea inizia nell’infanzia, quindi non dobbiamo dimenticarci di promuovere una buona salute ossea nei nostri bambini”.

600 UI al giorno

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di vitamina D dopo il primo anno di vita è pari a 600 UI al giorno. Questo numero deve essere ben considerato anche per valutare eventualmente le strategie di profilassi. “Parliamo di apporti giornalieri che devono essere assicurati o attraverso l’esposizione al sole o ricorrendo alla supplementazione”, spiega Vierucci.

365 giorni l’anno

La profilassi con vitamina D dovrebbe essere consigliata in somministrazioni giornaliere. Questo perché garantisce e ottimizza la fisiologia stessa dello stato vitaminico. Il corpo ha bisogno di vitamina D tutti i giorni dell’anno.

“Per garantire valori circolanti più stabili di vitamina D è opportuno consigliare di somministrare la vitamina D tutti i giorni. Questo deve essere spiegato alle famiglie cercando di ottimizzare la compliance stessa dei genitori che sono i primi supervisori, insieme al pediatra, di questa importante strategia di prevenzione”, conclude l’esperto.