Dolore cronico, la supplementazione di vitamina D aiuta



Da tempo alcuni studi presenti in letteratura hanno suggerito l’esistenza di un’associazione tra il deficit vitaminico D e il rischio di dolore. Fino ad ora, però, le evidenze a favore del ricorso alla supplementazione vitaminica come strumento di contrasto erano limitate e contraddittorie tra di loro.

 

A colmare in parte questo gap ci ha pensato uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Pain che, pur dimostrando l’inutilità della supplementazione vitaminica D mensile ad alte dosi nella popolazione generale (il dolore non si riduce né si riduce il numero di prescrizioni di analgesici), ha invece documentato la capacità di questo intervento di migliorare gli outcome in questione in soggetti con deficit franco di vitamina D.

 

Lo studio

In questo studio in doppio cieco, i ricercatori hanno randomizzato individui provenienti dalla popolazione generale, di età compresa tra 50 e 84 anni, al trattamento mensile per os con capsule contenenti 100.000 UI di vitamina D3 (n=2.558) o con capsule placebo (n=2.550).

 

Al contempo, i ricercatori hanno somministrato ai partecipanti allo studio il questionario PIQ-6 (pain impact questionnaire) all’inizio dello studio, dopo un anno e al termine di un follow-up della durata di 3,3 anni.

 

I dati relativi alle prescrizioni di analgesici, invece, sono stati forniti dal ministero neozelandese della salute.

 

Risultati principali

I ricercatori non hanno rilevato l’esistenza di differenze relative al punteggio medio PIQ-6 alla fine del follow-up (differenza media aggiustata: 0,06; p=0,82). Tra gli individui supplementati e quelli trattati con placebo.

 

Anche la proporzione di partecipanti allo studio sottoposti a dispensazione di uno o più oppioidi è risultata sovrapponibile nei due gruppi (21,9% vs. 23,3%).

 

Il rischio relativo, aggiustato in base all’età, al sesso di appartenenza e all’etnia è stato pari a 0,94 (p=0,24) e risultati simili sono stati osservati anche nei partecipanti allo studio trattati con FANS (RR=0,94; p=0,24) e altri agenti farmacologici non oppiacei (RR=0,98; IC95%=0,34).

 

Il ruolo della concentrazione vitaminica sugli outcome

Focalizzando l’attenzione sui partecipanti allo studio con valori deficitari di vitamina D (<50 nmol/l, 24,9%), i ricercatori hanno documentato un rischio minore di dispensazione di FANS nel gruppo sottoposto a supplementazione vitaminica rispetto al gruppo placebo (RR = 0,87; P = 0,009).

 

Tutte le altre analisi condotte per sottogruppi non sono risultate, invece, statisticamente significative.

 

Implicazioni e limiti dello studio

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ricordato come studi precedenti abbiano dimostrato l’esistenza di effetti anti-inflammatori in individui con deficit di vitamina D.

 

Nello specifico, nei pazienti con artrite reumatoide, il dolore e i livelli di vitamina D sembrano essere inversamente correlati.

 

In questo studio, la riduzione dell’impiego di FANS in soggetti con deficit vitaminico D potrebbe esser stata dovuta solamente al caso, per cui sono necessari nuovi studi che confermino il beneficio clinico dell’intervento di supplementazione vitaminica sul dolore e sull’impiego di FANS in questo specifico sottogruppo di individui.

 

Inoltre, in ragione dell’emivita della vitamina D, non si può escludere l’esistenza di una diversità di risultati ottenibili con la supplementazione vitaminica mensile rispetto a quella settimanale, da approfondire in studi ulteriori.

 

Da ultimo, lo studio ha focalizzato l’attenzione solo su pazienti con dolore lieve: per questa ragione, i risultati di questo studio  sugli effetti della supplementazione vitaminica non possono essere estrapolati ad individui con dolore severo.

 

 

Bibliografia

Wu Z, Camargo CA Jr, Malihi Z, et al. Monthly vitamin D supplementation, pain, and pattern of analgesic prescription: secondary analysis from the randomized, double-blind, placebo-controlled Vitamin D Assessment study. Pain. 2018;159(6):1074-1082.