Vitamina D: necessaria ed efficace se prescritta correttamente. La posizione della SIOMMMS



La recente pubblicazione su The Lancet Diabetes & Endocrinology di un articolo relativo ad una metanalisi che mette in discussione gli effetti muscoloscheletrici della supplementazione di Vitamina D ha riacceso il dibattito sull’ormone del sole e la sua supplementazione per la salute delle ossa.

“La metanalisi pubblicata su Lancet è una delle più ampie mai realizzate sul tema, con ben 81 studi presi in esame – dichiara il professor Stefano Gonnelli, Presidente SIOMMMS e Professore Associato di Medicina Interna all’Università di Siena – Ma è proprio la sua estrema ampiezza a rappresentare un primo limite di questo lavoro che prende in esame studi molto diversi tra loro e su diverse patologie, nel 68% inferiori ad un anno e che nel 75% dei casi analizzano popolazioni non selezionate”.

Come qualunque metanalisi, lo studio di Bolland presenta criticità legate alla qualità degli studi considerati (su 81 trials analizzati solo 7 hanno particolare peso statistico) e ai criteri seguiti per la loro selezione, rendendo i risultati difficilmente interpretabili e trasferibili nella pratica clinica.

“Aldilà degli aspetti tecnici, il lavoro di Bolland parte dal presupposto sbagliato che in pazienti osteoporotici la sola supplementazione di vitamina D sia sufficiente ad ottenere un effetto anti-fratturativo. In Italia le Linee Guida e l’Aifa sono di diverso parere.” continua Gonnelli.

Le più recenti Linee Guida per il trattamento dell’osteoporosi, infatti, indicano come in prevenzione primaria, alla supplementazione di colecalciferolo vada associata l’integrazione di calcio; in caso di osteoporosi severa alla supplementazione di vitamina D e calcio è necessario affiancare una corretta terapia con farmaci anti-fratturativi.

La Nota AIFA 79, in particolare, sottolinea l’importanza di raggiungere adeguati livelli di vitamina D nei soggetti affetti da osteoporosi quale elemento fondamentale per non ridurre gli effetti positivi delle terapie anti-fratturative, sia con farmaci anti-riassorbitivi che anabolici.

“La conclusione univoca di inefficacia a cui è giunto Bolland rischia di generare confusione e una mancata aderenza al trattamento da parte di quei soggetti per i quali la supplementazione è fondamentale o perché in terapia con farmaci che interferiscono negativamente con il metabolismo osseo o perché in particolari condizioni fisiologiche e di salute – conclude il Presidente della SIOMMMS – Piuttosto che demonizzarne l’utilizzo è necessario promuovere una cultura dell’appropriatezza basata sulla medicina personalizzata, con l’obiettivo di favorire il raggiungimento del maggiore beneficio per i pazienti. Benché si chiami vitamina D e si tenda a trattarla erroneamente come una vitamina associandola alla semplice integrazione alimentare, infatti, è un ormone e non tutti ne hanno la stessa necessità.”

Per questa ragione la personalizzazione è fondamentale, a partire dalla definizione della gravità della carenza nel singolo individuo e dei dosaggi appropriati al caso specifico oltre che dei tempi di somministrazione.

Per dare alla classe medica un aiuto concreto per la pratica clinica, la SIOMMMS ha elaborato delle nuove Linee Guida multidisciplinari dedicate alla vitamina D che verranno presentate al XVIII Congresso Nazionale in programma dal 25 al 27 ottobre a Napoli.

Linee guida per la diagnosi, la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi – Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) – approvate anche da Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), Società Italiana di Medicina Interna (SIMI), Società Italiana di Reumatologia (SIR), Reumatismo, 2016; 68 (1): 1-42