Livelli ridotti Vitamina D e rischio fratture nell’anziano: esiste una relazione?



Bassi livelli di alcuni micronutrienti si associano a misure di pre-fragilità e fragilità ossea nell’anziano, stando ai risultati di uno studio pubblicato su  the Journal of Post-Acute and Long-Term Care Medicine.

Nello specifico, lo studio ha valutato l’associazione esistente tra tre strumenti per la valutazione della fragilità e i livelli circolanti di alcuni micronutrienti (luteina, zeaxantina, folati vitamina B12 e vitamina D) in un campione ampiamente rappresentativo di 4.068 irlandesi di età uguale o superiore a 50 anni, residenti in comunità protette.

Gli strumenti di valutazione della fragilità erano i seguenti: 1) the Frailty Phenotype, proposto da L. Friednel nel 2001 e basato su 5 parametri: Perdita di peso involontaria; Bassa velocità del passo; Scarsi livelli di attività fisica; Facile affaticabilità; Debolezza muscolare; 2) the Frailty Index, rapporto dato dal numero di deficit presenti e quello dei deficit considerati; 3) la scala FRAIL, che misura attraverso cinque componenti: Fatica, bassa Resistenza (capacità di mantenere uno sforzo, come ad esempio salire le scale), limitazione nella Abilità a camminare per molti metri, Illness (Malattia) e weight Loss (peso perso).

Quando i ricercatori hanno aggiustato i dati in base all’età, al sesso di appartenenza e al livello di istruzione, le 3 misure di fragilità sopra indicate sono risultate associate con livelli più bassi di luteina  (RRRs= da 0,43 a 0,63), zeaxantima (RRRs=0,49, 0,63), e vitamina D (RRRs=0,51, 0,75).  E’ stata notata, inoltre, l’esistenza di un’associazione tra la fragilità e l’accumulo di deficit di micronutrienti (RRRs= da 1,42 a 1,90).

Dopo ulteriore aggiustamento dei dati in base a fattori sociali, legati allo stile di vita, alla salute e a fattori stagionali, si è osservato il permanere delle associazioni tra gli strumenti di valutazione della fragilità e la riduzione dei livelli di micronutrienti.

Da ultimo, i ricercatori hanno osservato associazioni meno stringenti per tutte le misure di pre-fragilità con i livelli di luteina, vitamina D e il numero di micronutrienti con livelli insufficienti.

Questi risultati – concludono i ricercatori – suggeriscono come lo stato di presenza ridotta di micronutrienti possa fungere da marker facilmente modificabile e da target di intervento per la fragilità e suffraga osservazioni precedenti a favore degli interventi di supplementazione e fortificazione degli alimenti per prevenire la fragilità e la disabilità negli anziani”.

NC

Bibliografia
O’Halloran AM et al. Circulating Micronutrient Biomarkers Are Associated With 3 Measures of Frailty: Evidence From the Irish Longitudinal Study on Ageing. JAMDA 2019;
Leggi